Canté j’euv, le tradizioni del Piemonte: cantare le uova

3' di lettura 29/12/2021 - Negli ultimi giorni di freddo, che tende a coincidere con la Quaresima, c’è una meravigliosa antica tradizione in Piemonte, canté j’euv, che si traduce letteralmente come “cantare per le uova”

Durante gli ultimi giorni di Quaresima, i contadini piemontesi mettevano sempre da parte delle uova per essere sicuri di averne abbastanza per fare una bella frittata per il lunedì di Pasquetta. In questo periodo dell’anno, tuttavia, gli artisti, gli artigiani e i paesani locali avrebbero lasciato ben poco nelle loro dispense dopo i rigori dell’inverno, quindi si inventarono questa meravigliosa usanza.

Suma partì da nostra cà
ca i-era ‘n prima sèira
per amnive a saluté
deveé la buhna sèira

Siamo partiti da casa nostra
che era la prima sera
per venirvi a salutare
e darvi la buona sera.

Una volta fatto buio, si avvolgevano nel loro tabarro (un pesante mantello comune in Piemonte), andavano nelle fattorie locali e cantavano finché non svegliavano il contadino, o un membro della sua famiglia o i suoi braccianti. Il contenuto delle canzoni era solitamente sarcastico e divertente, prendendo in giro i contadini che erano cattivi e non rivelavano mai nulla. Avrebbero continuato a cantare, a percuotere tamburi e cose simili, finché il povero contadino non fosse stato costretto ad alzarsi per porre fine a tutto il trambusto, e l’unico modo per farlo era quello di regalare un po’ delle sue preziose uova. Sfortunatamente, una volta fatto ciò, seguivano altri canti, questa volta per dire che anche i festaioli erano terribilmente assetati, e chiedendo come mai il contadino era così cattivo da dare solo cibo quando senza dubbio aveva anche un’abbondanza di vino.

Dene d’euv, dene d’euv
dele vostre galine
vostri ausin a l’an ben dic
che l’evi le gorbe pine

Dateci delle uova, dateci delle uova
delle vostre galline
I vostri vicini ce l’han ben detto
che ne avete le ceste piene

Dene d’euv, deen d’euv
dela galinha rusa
vostri ausin a l’an ben dic
che tutu u di ca pusa

Dateci delle uova, dateci le uova
ma della gallina rossa
I vostri vicini ce l’han ben detto
che è tutto il giorno che cova

O dene, dene d’j oeuv
ma d’la galinha bianca,
i vostri ausin an diso
che chila l’é mai stanca

O dateci, dateci delle uova
ma della gallina bianca
che i vostri vicini dicono
che non è mai stanca

O se voli denr di euv
de la galinha nèira
i-è pasàie Carlevè
sumà la primavèira

O se volete darci delle uova
della gallina nera
è passato il Carnevale
e siamo in primavera

I festaioli andavano di fattoria in fattoria, raccogliendo cibo e vino, e le celebrazioni continuavano fino alle sei o alle sette del mattino. Sembra molto divertente, vero? Lo scambio e la condivisione dei prodotti della natura era una cosa meravigliosa, così come la combinazione di cibo e musica, due dei grandi piaceri della vita.

di Mario Bocchio








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2021 alle 11:55 sul giornale del 30 dicembre 2021 - 100 letture

In questo articolo si parla di cultura, piemonte, comunicato stampa, Consiglio regionale del Piemonte

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