Anche il Consiglio approva il Piano delle strutture di prossimità

8' di lettura 23/02/2022 - Dopo la Giunta, anche il Consiglio regionale ha approvato ha approvato la delibera sulla programmazione di case e ospedali di comunità e di centrali operative territoriali.

“La pandemia ci ha insegnato che sulla sanità non si taglia, si investe - ha commentato il presidente della Regione Alberto Cirio - Ed è quello che stiamo facendo con un piano senza precedenti che ci permetterà di creare l’ossatura di quella medicina territoriale che in Piemonte manca e di cui l’emergenza sanitaria ci ha mostrato tutte le criticità. Dal 2014 non si aumentavano posti letto sul nostro territorio e oggi torniamo a farlo rendendo sempre più vicine ad ogni cittadino piemontese le migliori cure che possiamo garantire. Ringrazio il Consiglio regionale per aver approvato con tempi estremamente rapidi questo grande piano di intervento, che adesso può finalmente prendere forma”.

Illustrando la proposta in Aula, l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi ha spiegato che “il documento prevede la localizzazione di 91 case e 29 ospedali di comunità e 43 centrali operative territoriali, per un investimento complessivo di 214 milioni di euro tra finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e altri finanziamenti per sopperire ai tagli decisi dal Governo per assicurare maggiori finanziamenti del Pnrr alle Regioni del Sud. Abbiamo lavorato a ritmi serrati sulla base delle indicazioni fornite di volta in volta dall’Agenas e chiesto ai direttori sanitari di valutare dove potessero essere ubicate le strutture, coinvolgendo anche informalmente i sindaci, privilegiando l’utilizzo di immobili già esistenti, di proprietà aziendale o comunale, come richiesto dalle indicazioni nazionali e puntando al massimo risparmio del suolo. Tra i problemi che occorrerà affrontare spicca quello legato al reperimento e alla gestione del personale, in particolare medici di base e infermieri, superando la norma ministeriale che pone un tetto alle assunzioni”.

Icardi ha definito il provvedimento “un passo storico sulla strada del rafforzamento dell’assistenza sanitaria di prossimità sull’intero territorio piemontese. Promuoviamo un nuovo modello di presa in carico del paziente, che garantisce il migliore rapporto di continuità assistenziale nel percorso di cura tra ospedale e territorio e viceversa. Per la prima volta dal 2014, dopo tanti ridimensionamenti degli ospedali, il Piemonte torna a incrementare di un migliaio di unità i posti letto del Servizio sanitario regionale, cogliendo al meglio un’opportunità senza precedenti”.

Rispetto alla proposta della Giunta, in Consiglio regionale è variata la localizzazione di una sola Casa di comunità, che verrà realizzata a Cavagnolo, nell’ambito di un edificio pubblico già disponibile, anziché a Crescentino, già sede di un ospedale di comunità. Riguardo al Maria Adelaide di Torino, l’assessore ha ribadito la volontà di riservare all’interno di quel complesso un’area di mille metri quadrati da destinare a Casa di comunità, non appena verrà formalizzato il piano per la realizzazione dello Studentato in progettazione.

L’ospedale di comunità è una struttura della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica, intermedia tra la rete territoriale e l’ospedale, di norma dotata di 20 posti letto che possono arrivare fino a 40.

La casa di comunità è struttura in cui opera un équipe multiprofessionale di medici di medicina generale, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e può ospitare anche assistenti sociali.

La centrale operativa territoriale è lo strumento organizzativo che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico del cittadino/paziente e raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza.

Il piano provincia per provincia

Alessandria

L’investimento complessivo è di oltre 60 milioni di euro, che serviranno per 9 Case di comunità (per un totale di 13,5 milioni di euro), 3 Ospedali di comunità (per un totale di 7,5 milioni di euro) e 4 Centrali operative territoriali (per un totale di 400 mila euro), a cui si aggiungono per l’ammodernamento tecnologico 9 milioni e altri 29,4 milioni per l’adeguamento sismico.

Fa parte del piano che ricade nella competenza dell’Asl AL anche la Casa di comunità di Trino.

Asti

L’investimento complessivo è di oltre 30 milioni di euro, che serviranno per 5 Case di comunità (per un totale di 6 milioni di euro), 1 Ospedale di comunità (2,5 milioni di euro ad Asti presso l’ex maternità) e 2 Centrali operative territoriali (una ad Asti sempre presso l’ex maternità e l’altra a Canelli, per un totale di 200 mila euro), a cui si aggiungono per l’ammodernamento tecnologico 6,7 milioni per l’ospedale di Asti e altri 17 milioni per l’adeguamento sismico.

Alle Case di comunità di Asti, Canelli, Villafranca e Calliano, che ricadono nella competenza dell’Asl AT, si aggiunge anche la casa di comunità di Castelnuovo don Bosco che ricade nella competenza dell’Asl TO5.

Biella

L’investimento complessivo è di 15,2 milioni di euro, che serviranno per 3 Case di comunità a Biella, Cossato e Valdilana (per un totale di 4,5 milioni di euro), 1 Ospedale di comunità a Biella in via Fecia di Cossato (2,5 milioni di euro) e 2 Centrali operative territoriali a Biella (sempre in via Fecia di Cossato) e Cossato in via Maffei (per un totale di 200 mila euro), a cui si aggiungono per l’ammodernamento tecnologico 1,4 milioni e altri 6,6 milioni per l’adeguamento sismico dell’Ospedale degli Infermi.

Cuneo

L’investimento complessivo è di 55,8 milioni di euro, che serviranno per 14 Case di comunità (per un totale di 21 milioni di euro), 5 ospedali di comunità (12,5 milioni di euro) e 6 Centrali operative territoriali (per un totale di 600 mila euro), a cui si aggiungono per l’ammodernamento tecnologico 10,4 milioni e altri 11,3 milioni per l’adeguamento sismico.

Nello specifico degli investimenti, proprio per rendere il più possibile diffusa la rete delle nuove strutture di prossimità, la Regione ha rimediato ai tagli operati dal Governo centrale trovando risorse alternative per finanziare la realizzazione delle 4 Case di comunità ad Alba, Bra, Canale e Cortemilia e dei 2 Ospedali di comunità ad Alba e Bra rimasti esclusi dal Pnrr.

Novara

L’investimento complessivo è di 38,7 milioni di euro, che serviranno per 7 Case di comunità a Borgomanero, Ghemme, Arona, Oleggio, Novara, Trecate e Galliate (per un totale di 10,5 milioni di euro), 2 Ospedali di comunità a Borgomanero e Novara (in totale 5 milioni di euro) e 3 Centrali operative territoriali a Borgomanero, Novara e Galliate (per un totale di 300.000 euro), a cui si aggiungono 5,2 milioni per l’ammodernamento tecnologico e l’acquisto di attrezzature dell’Asl e dell’ospedale Maggiore di Novara e 17,6 milioni circa per l’adeguamento sismico del SS. Trinità di Borgomanero.

Torino

Per Torino e la sua area metropolitana l’investimento complessivo è di oltre 205 milioni di euro, che serviranno per 48 Case di comunità (per un totale di 72 milioni di euro), 15 Ospedali di comunità (37,5 milioni di euro) e 23 Centrali operative territoriali (per un totale di 2,3 milioni di euro), a cui si aggiungono per l’ammodernamento tecnologico circa 37 milioni e altri 57 milioni per l’adeguamento sismico.

Al di fuori del piano, verranno anche riservati 1.000 metri quadrati per una Casa di comunità all’interno del Maria Adelaide di Torino, dove l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte (Edisu) e i competenti assessorati stanno mettendo a punto un progetto per la realizzazione di uno Studentato.

Fanno parte del piano anche l’ospedale di comunità di Crescentino, che ricade nella competenza dell’Asl TO4, e la Casa di comunità di Castelnuovo Don Bosco (Asl TO5).

Nello specifico degli investimenti, proprio per rendere il più possibile diffusa la rete delle nuove strutture di prossimità, la Regione ha rimediato ai tagli operati dal Governo centrale trovando risorse alternative per finanziare la realizzazione delle 5 Case di comunità rimaste escluse dal Pnrr (2 a Torino in via Pellico e via Ferinelli, 1 a Oulx, 1 a Cavagnolo e 1 a Carignano).

VCO

L’investimento complessivo è di 13,3 milioni di euro, che serviranno per 3 Case di comunità ad Omegna, Verbania e Domosossola (per un totale di 4,5 milioni di euro), 1 Ospedale di comunità a Gravellona Toce (2,5 milioni di euro) e 1 Centrale operativa territoriale ad Omegna (per un totale di 100 mila euro), a cui si aggiungono 6,2 milioni per l’ammodernamento tecnologico.

Vercelli

L’investimento complessivo è di 14,4 milioni di euro, che serviranno per 5 Case di comunità (per un totale di 7,5 milioni di euro), 2 Ospedali di comunità (in tutto 5 milioni di euro) e 2 Centrali operative territoriali (per un totale di 200 mila euro), a cui si aggiungono 3,2 milioni per l’ammodernamento tecnologico.

In particolare alle Case di comunità di Vercelli (in via Crosa), Santhià e Varallo, che ricadono nella competenza dell’Asl di Vercelli, si aggiunge quella di Trino, che ricade nella competenza dell’Asl AL.

Risorse anche per 2 ospedali di comunità a Gattinara e a Crescentino (che ricade nella competenza dell’Asl TO4).

In allegato PDF: Gli ospedali di comunità, Le case di comunita e Le centrali operative territoriali








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2022 alle 12:16 sul giornale del 24 febbraio 2022 - 115 letture

In questo articolo si parla di attualità, piemonte, Regione Piemonte, comunicato stampa

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